Vermi, via, non disturbate

Vermi, via, non disturbate

“Voi, ragnetti tessitori, / zampalunga, andate via! / Via, lumache, scarafaggi, / via da questi suoi paraggi. / Vermi, via, non disturbate / la regina delle fate”.

A volte i piccoli dettagli rendono memorabile un lavoro. A volte i lavori non son nemmeno memorabili, ma la somma dei piccoli frammenti ci han convinto lo fossero. Che poi, le tanto osannate qualità del “dettaglio” son sempre fin troppo soggettive, e forse vale allora ammettere che il valore sta da qualche altra parte, piuttosto non riusciamo a individuarlo.
Il nuovo videoclip degli Editors, Eat Raw Meat = Blood Drool, presentato in questi giorni ed opera dei misteriosi Lennox Brothers, è un po’ così. Le poche frasi che circolano in rete per descriverlo non son delle più felici: il mondo è pieno di menzogne, la società ci manipola e ci comanda dall’alto come marionette e la libertà è una finta libertà. Non proprio il più originale dei concept.

L’ispirazione in questo video non manca, ma è principalmente una saggia orchestrazione di elementi e stereotipi dell’animazione e del videoclip. Ispirazione ad ampio raggio: l’uomo-vermicello che cresce in massa ed è educato in massa, la catena di montaggio straniante, il cattivo che in realtà è manovrato da un ben più alto cattivo. Un bel tendone da circo: il tema circense lega sempre bene certe atmosfere post-apocalittiche. Ancora, misteriosi gufi che ricorrono sotto diverse forme e un malefico Mickey Mouse d’antan.

Elemento centrale, il gioco delle citazioni stratificate: la mosca Kafkiana, il grande fratello di 1984, Fritz Lang ed i suoi b/n contrastati, la cultura underground del Disney “principe nero”. Addirittura delle non tante velate allusioni all’eccentrico Bohemian Club ed ai suoi riti.
La fotografia impeccabile ben si adatta alle “punteggiature noir di synth” del brano, contribuendo effettivamente alla creazione dell’accompagnamento ideale per il brano più “notturno e cinematografico” dell’album.

Il video rimane godibilissimo, e merita sicuramente più d’una visione. Malgrado l’abbondare di stereotipi nella linea narrativa, la simulazione d’animazione d’epoca è ben riuscita e soprattutto può vantare un character design eccellente.

E non ci si fa mancare neppure un incantesimo: è quello che protegge la regina Titania dalle piccole creature striscianti in Sogno di una Notte di Mezza Estate

“Weaving spiders, come not here; / Hence, you longlegged spinners, hence! / Beetles black approach not near; / Worm nor snail, do no offence.”
(William Shakespeare, Sogno di una Notte di Mezza Estate, Atto II Scena II)



Articolo redatto da Didier Falzone

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1 Comments For This Post

  1. Neragatta Says:

    Molto bello.
    Appartiene alla serie “come rendere visivamente apprezzabile una sceneggiatura stereotipata e presuntuosa”.

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