Marcello Bianca – Direttore Creativo

mar, nov 28, 2006

Curiosità, Interviste

Marcello Bianca – Direttore Creativo

Oggi vi presentiamo Marcello Bianca, attuale Direttore Creativo di Simple, attivo nel campo dei New Media. E’ doveroso da parte nostra non solo presentarvelo ma ringraziarlo per la pazienza che ha avuto nel rispondere alla nostre domande, risposte assolutamente date non a caso e colorate da una vena ironica niente male.
Leggetele con attenzione, dalle sue parole possono nascere delle serie riflessioni su come approcciarci al lavoro e su quali punti prepararci.

Nato a Siracusa, si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Comunicazione e dopo essersi specializzato in art direction inizia la sua carriera da designer freelance. Dopo pochi mesi viene assunto in Young&Rubicam dove rimane 4 anni. Nel 2000 diventa Direttore Creativo di MyTv, la prima internet TV europea dove realizza alcuni fra i progetti più creativi degli ultimi anni.

MG:Ciao Marcello e grazie per aver accettato la nostra intervista. Come si legge dal tuo profilo hai lavorato per la società (Mytv) che gestisce quella che è stata la prima internet tv europea, cosa ti ha spinto a buttarti verso questo nuovo medium di comunicazione?

Marcello:
Quando ho ricevuto l’offerta di Mytv, che mi chiedeva di andare a creare e gestire il reparto creativo della prima web tv europea, un brivido mi ha percorso la schiena.
Stavo lavorando nel dorato mondo dell’adv classica (un’aspirazione che avevo sin da ragazzino), in cui l’aspetto di ideazione e produzione di spot era la cosa che mi divertiva di più. Anche la postproduzione mi attizzava parecchio (dalla banalissima animazione di un payoff al compositing di 3D e live action). Inoltre nell’ultimo periodo di permanenza in quel mondo, un mio collega aveva istallato una trial di Flash 4 sul mio Mac. Animare la grafica e per di più renderla nterattiva? Fantastico!
Così, allettato dall’dea di fare un’esperienza in 2 mondi che praticamente da addetto ai lavori non conoscevo (il webdesign e la stazione televisiva), ho deciso di testare la mia esperienza sul lavoro di concept, visualizzazione, e produzione audiovisiva… È stato come decidere se mangiare una mela, una pera o una banana. “Per me una macedonia, grazie… Ah, scusi, con panna montata per favore!”

MG: Immaginavi già da allora gli sviluppi che stanno avendo oggi i newmedia?

Marcello:
Beh, considera che per i primi 2 anni i video prodotti a mytv venivano settati, per quanto riguarda gli aspetti grafici, anche per la fruizione via modem… quindi diciamo che PREGAVO per un rapido sviluppo e soprattutto per la diffusione massiva del mezzo.

MG: Alla Simple progettate anche contenuti per la IP tv, ti andrebbe di spiegarci come siamo giunti a questa nuova piattaforma e cosa ci offre?

Marcello:
L’internet a banda larga è stata ovviamente il fattore scatenante per la diffusione di dati/contenuti sul suo protocollo.
In Italia, Fastweb era già nata, cominciava a costruirsi la sua rete in fibra ottica e sperimentava il video on demand su tv utilizzandoi il protocollo IP.
Attivata quindi la possibilità di “scegliere” cosa guardare in qualsiasi momento, il mercato aveva terreno fertilissimo. In un’era in cui le persone non hanno più tempo per nulla, proporre dei palinsesti slacciati dal normale scheduling dei flussi broadcast diventava un’alternativa appetitosa. Un po’ come decidere di andare a prendere un film per la serata recandosi al Blockbuster più vicino. Ma rimanendo seduto sul divano. Praticamente il teletrasporto.
Il canale di ritorno inoltre è la cosa che più di tutte crea aspettative per un ampliamento e customizzazione dell’offerta (lato contenuti), e per la possibilità ad esempio di creare community basate sui contenuti (lato servizi a valore aggiunto).

MG: Internet tv e IP tv, una previsione sul futuro … pacifica convivenza oppure l’una delle due cancellerà l’altra?

Marcello:
Se parli di pura fruizione di contenuti lineari, sono praticamente la stessa cosa.
Quindi dipenderà dalla diffusione dei device che le ospitano (Set Top Box vs PC) e dalle modalità di consumo (guardare mentre si naviga / lavora / chatta / ecc. o navigare / lavorare / chattare / ecc, mentre si guarda? – il divano o la scrivania? – da soli o in compagnia?).
Sono per la convivenza (anzi per il matrimonio :) ).

MG: E se dovessi salvare una delle due?

Marcello:
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

MG: Passando all’argomento motiongraphics (che utilizzate all’interno dei vostri contenuti come si vede dalla demoreel sul sito) oltre al desiderio del cliente (che non ha sempre ragione) quali sono le linee di progettazione che seguite per ottenere il prodotto finale?

Marcello:
Per cliente intendi il vecchio e caro “telespettatore” o l’editore che ti incarica di fare un promo o una sigla?
In effetti, per entrambi i casi, l’obiettivo principale nella progettazione e realizzazione di un’opera di motiondesign è emozionare chi la fruisce.
Il target primario è dunque lo spettatore. Ovviamente seguire una linea editoriale è più che corretto qualsiasi essa sia (anche perché poi si devono fare i conti con le presentazioni).

Progettazione:
Una volta messi i paletti di cui sopra, si comincia col brainstorming (meglio se in gruppo) sui concetti.
Individuato il concept (o i concept), si cominciano a raccogliere materiali visivi che contribuiscano a “creare” il trattamanto visivo che si vuole adottare. Poi si buttano giù dei rough il più grezzi possibile (per me è il miglior modo per capire se un’idea funziona), poi si passa alla fase di storyboard (avere una traccia consente di risparmiare tempo e aver chiaro cosa fare anche se le intuizioni creative date dalla capacità di improvvisare aiutano molto).
In questa fase è molto importante presentare idee fortissime. Infatti se il motion designer è sfortunato ed ha per le mani un cliente ignorante e arrogante (la tipologia più pericolosa) stai sicura che dopo la prima presentazione: l’idea fortissima può diventare una bellissima opera e l’idea forte può diventare una bella opera; dal carino in giù si rischiano solo dei disastri. Un buon motiondesigner non deve MAI presentare la proposta che non lo convince.

Realizzazione:
Design definitivo degli elementi grafici, colonna audio abbozzata, motiondesign di massima, motion design definitivo e sonorizzazione finale. Il tutto ovviamente inframezzato da estenuanti presentazioni in cui il cliente chiederà di utilizzare un colore differente perché quello scelto gli ricorda sua moglie o peggio ancora la suocera (Rosa, compriende?)

Sfortunatamente questo processo nella sua completezza è attuabile quando si hanno dei tempi di consegna decenti. Quindi quasi mai. :-)

MG: Internet è praticamente invasa da studi che realizzano motiongraphics ad altissimi livelli. Tra i tuoi bookmars c’è un sito che è per te guru della materia? Oppure, un motiongrapher preferito?

Marcello:
Diciamo che, trovando che la tecnica sia ormai pura commodity, sto più attento al modo di ragionare su queste cose, alle idee forti che ti consentono di comunicare un concetto.
Trovo infatti più interessanti gli aspetti di art direction piuttosto che quelli tecnici. E, se vuoi, per i giovani motiondesigner (che in genere sono dei grandi smanettoni col software e sono molto attenti alle tendenze visive del momento) è più utile imparare a ragionare sulle cose ancora prima di mettere mano al mouse o addirittura alla matita.
Se vuoi ti do un paio nomi di Art director che considero dei guru: Saul Bass e Kyle Cooper. Il primo rappresenta per me la tradizione del pensiero e della tecnica; il secondo, la tradizione del pensiero applicata alle nuove tecniche.
E e se proprio vuoi un paio di esempi di company:
www.imaginaryforces.com (Kyle Cooper era uno di loro appunto!) e www.eyeballnyc.com

MG: All’interno del tuo team ci sono motiondesigner, cosa consigli a chi oggi vorrebbe fare questo lavoro? E’ possibile in italia?

Marcello:
In Italia è possibilissimo. Mi capita di imbattermi in showreel di designer giovanissimi che hanno già lavorato per clienti importanti. Anche se per cominciare, penso che un’esperienza all’estero sia l’ideale.

MG: E come percorso di studi? Softwares fondamentali?

Marcello:
Come corri… Se si vuole fare questo mestiere ad alti livelli, tentando di innovare e non di scopiazzare cose già viste dai siti preferiti o affidarsi solamente all’ultimo plug-in in circolazione, sono tante le materie da studiare. Il software è solo l’ultima e forse la meno importante dato che quello possono impararlo TUTTI. Per un italiano secondo me è fondamentale lo studio della storia dell’arte. È una base di cultura visiva e concettuale che ogni designer dovrebbe, almeno a grandi linee, conoscere; poi ci sono le tecniche di comunicazione visiva. Studiare l’Art Direction applicata all’advertising trovo sia la miglior scuola per la sintesi dei concetti; studiare il Graphic Design è altrettanto importante per gli stessi motivi; andare al cinema è importantissimo (gran bagaglio audiovisivo legato ad emozioni); ascoltare taaaanta musica lo è altrettanto (vuoi che un motion designer non necessiti di senso del ritmo?); poi c’è il software.
Io ho iniziato su Flash che trovo essere un’ottima base anche solo per capire (timeline, kframes, ecc.). Poi AfterEffects che consente di entrare prepotentemente nel mondo del video e degli effetti visivi; per l’audio trovo potentissimo e al contempo semplicissimo da utilizzare Soundtrack (scusa sono un mac addicted); per il 3D invece il sw che più di tutti mi affascina è Maya, ma l’argomento a differenza degli altri sw elencati, sfocia nel “troppo tecnico” e quindi non approifondisco. È molto importante però conoscerne le potenzialità.
Ovviamente in generale vale la regola della passione smodata per il lavoro (mangiare motiondesign, bere motiondesign, copulare motion… no, quello meglio di no!) e sul sw la regola delle ore di volo. Come per i piloti dell’aviazione. I sw più li usi e prima diventi un esperto comandante.

MG: Quali sono i progetti che hanno avuto più rilievo nella tua esperienza professionale?

Marcello:
Rilievo? Se vuoi ti dico quelli a cui sono più legato a livello emotivo (che sono soprattutto quelli fatti con gli amici) anche se non rappresentano a pieno il mio lavoro:

1.
La prima animazione in flash per il lancio di Mytv (perché è la prima – 2000 d.c.).

MotionGraphics_MarcelloBianca

2.
I Web cartoon per Mytv soprattutto quelli senza commessa (ovviamente).

Marcello Bianca Motiongraphics

Motiongraphics_MarcelloBianca

3.
Il package visivo di Sicilia Channel (Sat).
È stato bello lavorare con Riccardo Palazzo (grande flash designer e developer), Fabrizio De Giuseppe (digital director) e i Qbeta (per la colonna sonora). Ed è stato bellissimo mescolare le tecniche (illustrazioni animate in flash e compositing in AfterEffects), sapevi che in certi casi AfterEffects interpreta correttamente gli actionscript?

4.
Red video magazine per RossoAlice.it

5.
Telecom Italia Interactive Flagship stores.

MotionGraphics_Marcello_Bianca

MotionGraphics_Marcello_Bianca

MG: Ci sveleresti un tuo progetto lavorativo futuro?

Marcello:
E come faccio? Se fossi in grado di prevedere il futuro, sarei miliardario (col vecchio conio).

MG: Grazie mille, spero tornerai a trovarci su motiongraphics.it

Marcello:
Grazie a te e complimenti per l’iniziativa.

1 Comments For This Post

  1. Pixel-Industries Says:

    Bellissima intervista..
    Mi sono piaciute le risposte che ha dato per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di un opera. Ha espresso la realtà dei fatti e l’aspetto più inquietante di questo lavoro: Il Cliente….
    Pienamente d’accordo con Marcello anche secondo me non è l’ultima tendenza visiva o l’ultimo plug-in in circolazione..ma saper comunicare il concetto, saper esprimere il messaggio che il cliente vuole comunicare agli spettatori.

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